Dal 2010, racconti di isole, venti, vele, nuoto e remi, oltre a qualche idea sul nostro mare quotidiano. Depuis 2010, des recits d'îles, de vents, de voiles, de natation et d'aviron, ainsi que quelques idées de notre mer quotidienne. Fabio Fiori
Visualizzazione post con etichetta nuoto. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta nuoto. Mostra tutti i post

martedì 29 luglio 2025


 






Una lunga intervista sui piaceri dell'acquasalata, ma anche sulla rivendicazione del mare come bene comune: Il posto delle parole

martedì 24 giugno 2025

 

"L'abbraccio del mare" Ediciclo Editore a Passaggi Festival nella splendida ex Chiesa di San Francesco, con Luca Pascucci parlando di #yoga,#meditazione e acquasalata.
Giovedì 26 giugno 2025, ore 22:30

lunedì 10 marzo 2025


Spogliamoci! D’estate e d’inverno, con il sole o la pioggia, per regalarci un bagno spensierato, un tuffo liberatorio, una nuotata tranquilla nel nostro mare quotidiano, ricordando che nelle acque mediterranee è nata Afrodite, la dea dell’amore...
"L'abbraccio del mare. Piccole emozioni dell'acquasalata", Ediciclo Editore, dal 7 marzo 2025 in libreria


 

giovedì 29 maggio 2014

Talassofilia

E' arrivato il libreria il mio nuovo libro:
"Thalassa. Le acque del Mediterraneo"
Lo presenterò nelle prossime settimane, con il seguente calendario:

LIBRERIE FELTRINELLI
Rimini - Mercoledì 4 giugno 2014, ore 18
L.go Giulio Cesare 4 (ang. Corso d'Augusto)
con Lorella Barlaam e Oriana Maroni

Ancona - Venerdì 6 giugno 2014, ore 18
Corso Giuseppe Garibaldi, 35
con Maria Pia Letizia Bacchielli

Ravenna - Martedì 10 giugno 2014, ore 18
Via Armando Diaz, 14, 48100 Ravenna, Italia
con Franco Masotti

Di seguito trovate la quarta di copertina.

«Thalassa è la parola che preferisco fra le tante che i greci avevano per indicare il mare perché significa semplicemente acqua salata. È il luogo del vivere, l’orizzonte della pratica, il Mediterraneo dell’esperienza.»

Le acque mediterranee, da millenni teatro di storie e avventure, continuano a regalare grandi emozioni, quelle del nuoto, del remo e della vela. Passioni antiche che l’autore ogni giorno rinnova, ascoltando la voce delle onde e dei marinai, di ieri e di oggi. Nuotare e navigare riflettono un amore unico e ancestrale per il mare, che è il punto di partenza di questo portolano sentimentale.

Nelle sue pagine i piaceri e le gioie che il Mediterraneo offre quotidianamente si intrecciano con la storia, la geografia, il mito, le scienze e le arti, dando vita a un racconto intenso e vitale. Una rotta che porta dalle fondamenta di Venezia alle banchine di Genova, dalle Bocche di Bonifacio allo Stretto di Messina, dalle verdi acque adriatiche a quelle blu tirreniche, restituendo un significato concreto alla mediterraneità, che è fatto storico-culturale e appassionata pratica del mare.

mercoledì 22 agosto 2012

Biblioteca di mare e di costa

“Tutte le tempestose passioni dell'umanità, ... sono trascorse come immagini riflesse in uno specchio, senza lasciare traccia sul misterioso volto del mare” Joseph Conrad


Roger Deakin, giornalista e scrittore inglese nato nel 1943 a Watford, non è nuovo a viaggi avventurosi, spesso in luoghi geograficamente vicinissimi ma lontanissimi da un punto di vista esperienziale. Nel 1996 parte da casa nel Suffolk, regione costiera a nordest di Londra, tuffandosi nel fossato che attraversa il suo terreno. Vuole seguire la pioggia, “nel suo errare attraverso la nostra terra per raggiungere il mare”. E poi di lì compie un inusuale periplo della grande isola a nuoto. Sarà l'occasione per accedere a quella parte del nostro mondo che, “come l'oscurità, la nebbia, i boschi e l'alta montagna, conserva ancora una buona parte del suo mistero”. Ma al di là dell'avventura e dei piaceri, con l'autore condividiamo l'idea che il nuoto in ambiente naturale sia oggi una pratica sovversiva che ci permette di “riprendere coscienza di quel che è antico e selvatico ... di uscire dal sentiero battuto e liberarci della versione ufficiale delle cose”. Lui nelle acque inglesi come noi in quelle mediterranee, ogni giorno siamo chiamati a difendere i nostri diritti di liberi nuotatori. Diritti di accesso e di qualità delle acque, diritti civili ed ecologici. Quello di Roger Deakin è anche un viaggio storico e letterario, una riscoperta dei luoghi, delle idee, delle partiche care a Loudon Waiwright III, John Donne, William Cobbett, George Orwell, Georges Borrow, Henry David Thoreau e tanti altri, noti o sconosciuti, accomunati dalla fascinazione per le acque. Nelle sue lunghe nuotate l'autore incontra uomini, piante e animali, abitatori di un eden invisibile nelle frettolose pratiche del quotidiano e negli altrettanto accellerati tempi delle vacanze. Deakin condivide ostinatamente le acque con salmoni, anguille, rane e naiadi, immergendosi ovunque, dove possibile nudo o con una muta, in fiumi, laghi, torrenti, fossati, canali, ruscelli, acquedotti, stagni, pozze e in quel mare che tutto accoglie e circonda, luogo primordiale dove la vita è nata e si rigenera. “Natando virtus” è scritto sulle terme di Ennistone, città fantastica di Iris Murdoch, “Natando virtus” dovremmo scrivere sulle rive delle nostre città d'acqua.
Roger Deakin, 2011. Diario d'acqua. Viaggio a nuoto attraverso la Gran Bretagna. EDT, Torino; pp 394, € 20,00.



venerdì 10 settembre 2010

Biblioteca di mare e di costa


"Tutte le tempestose passioni dell'umanità, ... sono trascorse come immagini riflesse in uno specchio, senza lasciare traccia sul misterioso volto del mare”
Joseph Conrad


Scrivevo qualche settimana fa dei piaceri del nuoto, inteso come esercizio fisico e spirituale. Esercizio che con passione continuo a praticare nelle tiepide acque di casa, adriatiche e settembrine.
Al nuotatore “questo eroe” è dedicato il libro di Charles Sprawson “L'ombra del massaggiatore nero”, uscito in Inghilterra nel 1992 e tradotto qualche anno dopo in Italia, per Adelphi. Un testo che malgrado un eccesso di citazionismo e un troppo ampio respiro internazionale, rimane una piacevole lettura, utile a comporre un quadro del nuoto dalla supremazia inglese dell'Ottocento fino agli anni Trenta del Novecento, definito dall'autore il decennio giapponese. Non mancano i riferimenti alla classicità greca e romana, sia sul versante mitologico che storico. Ampio risalto è dato poi agli scrittori nuotatori, dalle note vicende acquatiche romantiche di Byron e Shelley a quelle meno note, ma forse ancor più affascinanti, del regista Akira Kurosawa e Yukio Mishima. “Se Shelley fu il più commovente dei nuotatori, Byron fu universalmente considerato il più grande dei suoi tempi”, Byron che a proposito della sua traversata dell'Ellesponto diceva: “Di quest'impresa vado fiero più che di qualsiasi altra opera, sia politica sia poetica sia retorica”. Dopo un secolo, dall'altra parte della Terra, Kurosawa e Mishima partendo dalla loro esperienza, attribuirono al nuoto una straordinaria importanza, trasponendo questo loro amore in film e libri memorabili. Nelle sue pagine Sprawson, intersecando il vissuto personale alla dimensione saggistica, ha cercato di indagare “La peculiare psicologia del nuotatore, il suo «sentire l'acqua»”.
Più in generale credo che il mare sia una grande palestra per allenare il “sentire”, anche attraverso il quotidiano esercizio del nuoto nelle acque delle nostre città.

mercoledì 18 agosto 2010

Il nostro mare quotidiano

Il nostro mare quotidiano è innanzitutto un gratuito, sempre nuovo, piacere sensoriale.

Nelle scorse settimane Raffaele La Capria ha ripreso sulle pagine del Corriere della Sera il discorso sul nuoto a lui molto caro, sviluppato in bellissimi saggi e suggestive pagine narrative. Lo ha fatto partendo ancora una volta dalla sua personale esperienza, oggi di ultraottantenne, evidenziando come nuotando “lontani dagli sguardi della gente che affolla le spiagge ... si può riaprire il dialogo col mare, che col passare del tempo mi si rivela ogni anno diverso”.
Io penso che il nuoto non sia solo una pratica sportiva, ma al pari del cammino sia una esperienza conoscitiva. Ogni volta, nuotando e camminando rinnoviamo ancestrali esperienze sensoriali, riprendiamo antichissimi viaggi per acque e terre, sempre sconosciute.
A nuoto, possiamo percorre con ritmiche, cadenzate, bracciate il tratto di mare che separa due coste, nelle immobili acque del mattino. Per qualche minuto, del nostro procedere rimane traccia e la nostra scia unisce le rive. Un filo evanescente che la prima brezza dissiperà. Possiamo salire e discendere le onde, alzate da un meridiano vento di scirocco e provare la gioia di una nuda navigazione corporea. Si fatica ad arrampicarsi sulla cresta delle onde, al contrario si gioisce quando si è spinti dalle stesse. L’onda ripida e corta rende difficoltosa la bracciata e la respirazione, più che dell’andare si ha la sensazione del resistere. Sull’onda morbida e lunga, che succede alla burrasca, rimane la difficoltà della salita, ma al contrario si ha il piacere di avanzare tra benevoli flutti. Il corpo in mare, scosso dalle onde, diventa una fragile barca, mossa da remi spesso insufficienti a contrastare la forza marina.
C’è la nuotata che precede il lavoro, quando l’aria fresca dell’alba rende più tiepide le acque, o quella che defatica e rinfresca, fatta nella calda luce del tramonto. Si può nuotare in totale solitudine o cercare un’armonica sintonia con un amico o un’amante. Affinità natatorie non possono che sottendere amicizie o amori, capaci di resistere alle intemperie degli anni.