Venerdì 13 febbraio 2015, alle ore 21, presso la sede del Circolo Velico Riminese, racconterò il velabondaggio dell'estate scorsa a Corfù. Due settimane tra le isole più belle dello Ionio, a vela con un laser.
Barche minime per rotte massime, vele che mettono in pratica l'antico adagio epicureo: “Niente basta a chi non basta ciò che è sufficiente”. (da Vela libre. Idee e storie per veleggiare in libertà)
E’ ancora possibile navigare con delle microbarche o addirittura con delle derive nel Mediterraneo? Pare di no, se ci si aggira per i tanti marina costruiti negli ultimi vent'anni, dove la barca più piccola ha due ordini di crocette. Lo stesso dicasi camminando lungo le spiagge, dove la fanno da padroni motoscafi, gommoni e acquascooter. Tristemente constatiamo che piccole barche, a remi o a vela, sono ormai delle rarità. Ma, se i grandi navigatori del passato, da Slocum a Moitessier, hanno circumnavigato il globo con barche di 10 metri e i grandi velisti di oggi da Alessandro Di Benedetto al romagnolo Michele Zambelli attraversano gli oceani con scafi di 6 metri, allora siamo certi che il gigantismo diportistico sia solo un inutile inciampo per veleggiare tra le rive del Mediterraneo, soprattutto in questi anni di sovraffollamento, anche nautico. In questo mare stretto tra le terre, ancora oggi basta semplicemente armarsi del minimo indispensabile e partire con la massima passione; in quattro parole: “barca minima, rotta massima”. Perché malgrado i mille divieti e gli ancor più numerosi pregiudizi, per fortuna ci sono ancora isole e coste, dove è possibile praticare con piacere il velabondismo, una particolare ed ecologica forma di vagabondismo a vela.
Rotte costiere con traversate di qualche miglia, se fatte con prudenza solo nella grazia dei venti, diventano avventure indimenticabili. E dove meglio che nel mare greco possiamo ritrovare il fascino antico della vela e del remo? (dal reportage pubblicato su Bolina di ottobre 2014)
A partire da queste considerazioni, racconterò un piccolo-grande viaggio a vela, fatto con un Laser l’estate scorsa tra le splendide isole ionie: Corfù, Paxsos e Antipaxsos. Cento miglia di vento e libertà, in uno scenario di insuperabile fascino storico e naturalistico.
Dal 2010, racconti di isole, venti, vele, nuoto e remi, oltre a qualche idea sul nostro mare quotidiano.
Depuis 2010, des recits d'îles, de vents, de voiles, de natation et d'aviron, ainsi que quelques idées de notre mer quotidienne.
Fabio Fiori
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domenica 8 febbraio 2015
giovedì 9 ottobre 2014
Velabondismo
Corfù, Paxsos e Antipaxsos
Sul mensile Bolina di questo mese troverete il racconto della mia splendida e avventurosa veleggiata estiva. Dieci giorni di campeggio nautico con un Laser, una piccolissima barca di 4 metri, tra Igoumenitsa e le isole di Corfù, Paxsos e Antipaxos. Velabondaggio lo chiamo, un vagabondo veleggiare in piena libertà, nella grazia dei venti.
Sul mensile Bolina di questo mese troverete il racconto della mia splendida e avventurosa veleggiata estiva. Dieci giorni di campeggio nautico con un Laser, una piccolissima barca di 4 metri, tra Igoumenitsa e le isole di Corfù, Paxsos e Antipaxos. Velabondaggio lo chiamo, un vagabondo veleggiare in piena libertà, nella grazia dei venti.
Di seguito trovate l'avvio del racconto, che è anche un dettagliato
invito a un viaggio alla portata di tutti.
E’ ancora
possibile navigare con delle microbarche o addirittura con delle
derive nel Mediterraneo? Pare di no, se ci si aggira per i tanti
marina costruiti negli ultimi vent'anni, dove la barca più piccola
ha due ordini di crocette. Lo stesso dicasi camminando lungo le
spiagge, dove la fanno da padroni motoscafi, gommoni e acquascooter.
Tristemente constatiamo che piccole barche, a remi o a vela, sono
ormai delle rarità.
Ma, se con Spray
lungo 11 metri Joshua Slocum fece il primo giro del mondo in
solitario alla fine dell'Ottocento o mezzo secolo dopo John Guzzewell
lo fece con Trekka di 6,25 metri o ancora Bernard Moitessier volle
Tamata, la sua ultima barca, di soli 10 metri o, per arrivare a tempi
più recenti, con un Mini 6.50 modificato Alessandro Di Benedetto ha
completato un giro del mondo in solitario senza scalo, allora siamo
certi che il gigantismo diportistico sia solo un inutile inciampo per
veleggiare tra le rive del Mediterraneo, soprattutto in questi anni
di sovraffollamento, anche nautico.
In questo mare
stretto tra le terre, che per Joseph Conrad è stato la culla della
marineria, ancora oggi basta semplicemente armarsi del minimo
indispensabile e partire con la massima passione; in quattro parole:
“barca minima, rotta massima”. Perché malgrado i mille divieti e
gli ancor più numerosi pregiudizi, per fortuna ci sono ancora isole
e coste, dove è possibile praticare con piacere il velabondismo,
una particolare ed ecologica forma di vagabondismo a vela.
Rotte costiere con
traversate di qualche miglia, se fatte con prudenza solo nella grazia
dei venti, diventano avventure indimenticabili. E dove meglio che nel
mare greco possiamo ritrovare il fascino antico della vela e del
remo?
...
Continua sulle
pagine di carta o elettroniche di Bolina di Ottobre 2014, dove
troverete anche una scheda di confronto tra due due derive simili,
Laser e X14, e una seconda scheda dedicata a cosa serve per
affrontare il viaggio per mari luminosi e l'addiaccio per spiagge
incantate.
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