Dal 2010, racconti di isole, venti, vele, nuoto e remi, oltre a qualche idea sul nostro mare quotidiano. Depuis 2010, des recits d'îles, de vents, de voiles, de natation et d'aviron, ainsi que quelques idées de notre mer quotidienne. Fabio Fiori
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mercoledì 27 gennaio 2016

Incontri

Domenica 31 gennaio 2016, ore 18.00
Teatro Rosaspina - Montescudo (RN)

LE PAROLE DEL MARE


Spettacolo in tre movimenti sull'inquinamento da plastica dei mari
di REPARTO PROTOTIPI
a seguire incontro con Nicolò Carmineo e Fabio Fiori

info e prenotazioni
+39 347 5838040
+39 347 5267727
info@lattoscuro.it
www.lattoscuro.it

Domenica quindi incontrerò Nicolò Carnimeo, dopo lo spettacolo liberamente tratto dal suo ultimo libro "Come è profondo il mare" (Chiarelettere, Milano 2014), di cui di seguito trovate una mia recensione pubblicata qualche mese fa su L'Indice dei Libri del Mese.

Il Mediterraneo è mille cose insieme, scrive Fernand Braudel. Lo è fin dalla notte dei tempi e continua ad esserlo. Geograficamente è un mare tra montagne, riprendendo sempre le parole dello storico francese, e le sue coste, affollatissime, sono teatro ancora di sanguinosi conflitti, mentre le sue acque e i suoi fondali scontano anche i nefasti effetti di un caotico sviluppo, spesso rovinoso da un punto di vista ambientale. Alla maniera di Charles Clover e di William Langewiesche, autori di due libri d'inchiesta di successo dedicati alle recenti problematiche del mare, Nicolò Carnimeo ha incominciato qualche anno fa il suo viaggio esplorativo in quella che l'editore, forse con un eccessivo clamore, ha definito “la più grande discarica del Pianeta”, cioè il mare e il Mediterraneo, nello specifico. Se i problemi indagati e narrati con passione sono assolutamente rilevanti e purtroppo poco conosciuti, meno convincente appare il ricorso a numeri e micro-casi che rischiano di sovra eccitare il lettore, e più in generale il pubblico mediatico. Si rischia così di non sensibilizzare ma di provocare un rassegnato pessimismo, con una conseguente fuga dagli ambienti naturali del quotidiano.
Consapevole che la scienza procede in altro modo, e un episodio non costituisce prova rilevante, voglio comunque confrontare una mia recentissima esperienza con quella del capitano-ecologista Charles Moore, scopritore dell'enorme isola di plastiche galleggianti dell'Oceano Pacifico e primo testimone interpellato da Carnimeo, per suggerire una riflessione più generale.
Anche ieri sono andato a pescare a poche miglia dalla riva adriatica e nell'intestino dei 35 pesci eviscerati, sgombri, suri e lanzardi, per fortuna non ho trovato traccia di quelle plastiche che riempivano le viscere della lampuga pescata nell'Oceano Pacifico da Moore, secondo cui “Ci sono frammenti di plastica in gran parte dei pesci che mangiamo”. Per fortuna invece i pesci, come tutti gli animali, sono abilissimi nel selezionare il cibo e chiunque abbia un cane, un gatto o un pesce rosso lo sa.
Il racconto di Carniemeo si fa invece drammaticamente appassionante nella ricostruzione di storie vicine, come quella di Priolo in Sicilia, e lontane, come l'intossicazione da mercurio a Minamata in Giappone. Due casi emblematici di quella marea silenziosa, parafrasando la più volte giustamente citata Rachel Carson, che ha trasformato splendidi ambienti marini in mortifere discariche acquatiche. Ma, va ribadito, che il Mediterraneo nel suo insieme non è una discarica, perciò è doppiamente importante raccogliere l'invito di Nicolò Carnimeo a combattere i troppi rapporti criminali con il mare, a partire dalle nostre abitudini.

ps
l'immagine del post è una foto di scena dello stesso spettacolo

giovedì 28 maggio 2015

Notizie

Sabato 30 maggio 2015 - ore 19,00
Teatro Rosaspina - Montescudo (RN)

Prova aperta di: “Le parole del mare”
Il racconto degli effetti devastanti dell’inquinamento da plastica nel mare, ma è anche un grido, una domanda. Il mare ci interroga,e attende una risposta.
"Le parole del mare" - Spettacolo/Performance a cura di Reparto Prototipi.

Tratto da “Come è profondo il mare” di Nicolò Carnimeo. Edizioni Chiarelettere.
Con Aldo Saporetti, Orietta Villa e Simona Matteini. Regia ed ideazione Paola Doghieri.

Di seguito trovate la mia recensione al libro, pubblicata sul Corriere Romagna di lunedì 25 maggio 2015

“Così stanno bruciando il mare, così stanno uccidendo il mare, così stanno umiliando il mare, così stanno piegando il mare”, ammoniva cantando Lucio Dalla nel 1977. Un allarme che ha probabilmente solo una pecca, perché sarebbe più giusto usare la prima persona plurale, cioè stiamo inquinando il mare. E lo facciamo purtroppo in mille modi diversi, come ci ricorda in un documentato reportage Nicolò Carnimeo, prendendo a prestito proprio il titolo della canzone di Dalla “Come è profondo il mare” (2014, Chiarelettere; pp. 172, € 13,60). Se i titoli di copertina appaiono un po' troppo allarmistici, “Dal nostro inviato nella più grande discarica del Pianeta” e “La plastica, il mercurio, il tritolo e il pesce che mangiamo”, il contenuto è invece documentato e insieme appassionato. Il libro partendo dall'eclatante caso dell'isola di plastica che da anni, aumentando di volume, va alla deriva nell'Oceano Pacifico, ci informa sugli stessi problemi che affliggono il Mediterraneo. Paradossalmente sono proprio le spiagge più selvagge quelle più inquinate dalle plastiche. “Tra le coste del Mediterraneo, il paesaggio dell'Africa del Nord è quello più sfigurato, perché spesso non esiste gestione dei rifiuti e fiumi di plastica finiscono sulle spiagge e lungo il litorale”, scrive Carnimeo che a bordo di Halifax ha seguito un gruppo di oceanografi impegnati in un monitoraggio mirato a stimare l'inquinamento da microplastiche. Queste sono oggi probabilmente le più pericolose anche per la salute dell'uomo e sono al centro di numerose ricerche. Si tratta di frammenti di piccolissima dimensione che possono più facilmente entrare nelle catene alimentari, veicolando anche altri inquinanti. Nella seconda parte del reportage Carnimeo indaga su altri due temibili intrusi: mercurio e tritolo. Il racconto della “febbre da mercurio”  parte dal tragico episodio dello spiaggiamento di sette capodogli avvenuto nel dicembre 2009 sul Gargano, perché una delle concause della morte “è stata l'alta concentrazione di mercurio metilico”. E purtroppo anche quella del tritolo è una storia adriatica, che s'avvia a Bari nel 1943 e prosegue negli anni successivi quando il mare diventa una discarica di ordigni tossici.
Quello di Carnimeo è quindi un libro necessario, per tutti quelli che amano il mare e ogni giorno si battono per difenderlo e per viverlo. Certi che i problemi sono tanti e complessi, ma l'orizzonte è grande e capace di rinnovarsi, con il nostro aiuto quotidiano fatto di consumi moderati e consapevoli, di politiche attente e sostenibili. E' innanzitutto l'Adriatico a chiedercelo!

sabato 23 maggio 2015

Incontri

Giovedì 28 maggio 2015, alle ore 21
presso la Biblioteca Comunale di Santarcangelo di Romagna (RN)
Lidia Ioli presenterà una lettura scenica di "Come è profondo il mare" il libro di Nicolò Carnimeo (Chiarelettere, 2014).

Io introdurrò la serata, con particolare riguardo ai tanti problemi ambientali del mare, ma anche alla sua inesauribile bellezza.



lunedì 29 dicembre 2014

Biblioteca di mare e di costa

Potete leggere online, sul sito de L'INDICE dei Libri del Mese, le mie tre recensioni dei libri di Nicolò Carnimeo, Roberto Soldatini e Giulio Stagni. Tre lavori molto diversi, accomunati dalla grande passione per il mare dei tre autori.

“Conosco delle barche che non hanno mai smesso di uscire una volta ancora, ogni giorno della loro vita e che non hanno paura a volte di lanciarsi fianco a fianco in avanti a rischio di affondare”, cantava in francese Jacques Brel, che mollò gli ormeggi all’apice della sua carriera per attraversare due oceani e raggiungere le isole Marchesi.