Dal 2010, racconti di isole, venti, vele, nuoto e remi, oltre a qualche idea sul nostro mare quotidiano. Depuis 2010, des recits d'îles, de vents, de voiles, de natation et d'aviron, ainsi que quelques idées de notre mer quotidienne. Fabio Fiori
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martedì 17 dicembre 2019

Sguardi adriatici

#10 SPALATO

Dopo un estate che non sembrava voler più finire, è arrivato un autunno violento come non si ricordava da anni. Le burrasche sono diventate tempeste, le acque alte aque grandi. Televisioni, radio, giornali e social scoprono i cambiamenti climatici, banalizzano la complicatissima relazione tra uomo e natura, dimenticano che solo seimila anni fa il livello dell'Adriatico era più alto di 4 metri, mentre arrivò ad essere più basso di 100 metri cinquecentomila anni fa. Ciò non significa che dobbiamo rassegnarci, al contrario bisogna innanzitutto consumare meno, molto meno, e riscoprire l'indomita, efficace, micro e macro operosità della Serenissima. Senza mai dimenticare che se la Laguna è un delicato artificialia, l'Adriatico è un altrettanto delicato naturalia, che insieme formano la nostra preziosissima e amatissima mirabilia quotidiana.
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L'articolo completo su "Sguardi adriatici", Osservatorio Balcani Caucaso

venerdì 15 marzo 2019

Sguardi adriatici

#3 Laguna
Acqua e cielo hanno lo stesso color perla, in questo tiepido mattino di marzo. La prua del sàndolo, su cui sto andando verso l'isola di Sant'Erasmo, è una lama che taglia l'incantata immobilità lagunare, doppiamente apprezzata dopo aver lasciato a poppa l'eterna maretta del Canale di San Nicolò, la via d'acqua per la bocca del Porto di Lido, la più settentrionale della Laguna di Venezia.

“È un bel problema quest'eterno moto ondoso in Laguna. Come o forse più dell'acqua alta?”, chiedo a Gigi, gran conoscitore di genti e storie, di pesci e pescatori, di barche e vele, che oggi è anche il mio Virgilio, di geografia e di remo. Domanda urgente, visto che da quando sono salito a bordo ho rischiato di cadere in acqua diverse volte, per il continuo rollio e beccheggio, soprattutto quando il remo mi esce dalla forcola, vista la mia imperizia, quella di chi si cimenta per la prima volta nella voga veneta, per di più a cinquant'anni, anche se con migliaia di miglia fatte a vela.
... continua ...

mercoledì 16 gennaio 2019

Sguardi adriatici

Con questo scritto ho avviato una collaborazione con l'Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa, che è da anni uno dei media più attenti e informati sulle vicende politiche, sociali e culturali dell'Est europeo. Quell'oriente verso sui mettiamo la prua noi marinai adriatici.

#1 Ancona
Gelida giornata d'inverno. Un Maestrale teso spinge in cielo nembi siderali, in mare frangenti tumultuosi. Nuvole e onde corrono nella stessa direzione, veleggiano verso sudest. Oggi, l'Adriatico visto da qui, dal Parco del Cardeto di Ancona, è un meraviglioso stretto, una breve via d'acqua tra l'Appenninia e la Balcania, tra l'occidente italico e l'oriente slavo. Qui, nelle giornate limpide, si può navigare a vista da una costa all'altra. Poche miglia a sud, il plumbeo profilo del Monte Conero, il Kòmaros dei fondatori greci della città, ha ancora la solennità che avevano i promontori per gli antichi marinai. Sessanta miglia a est, il Velebit è una linea dorata che invita ad alzare le vele per attraversare il mare. Posso solo immaginare la sua vetta innevata, l'odore dell'inverno che restituisce alla montagna e al mare la loro sacralità.
... continua ...