Racconti di isole, venti, vele, nuoto e remi, oltre a qualche idea sul nostro mare quotidiano - Fabio Fiori

sabato 2 gennaio 2016

Biblioteca di mare e di costa

Montecristo. Dentro i segreti della natura selvaggia (pp. 194, €  18
Laterza, Roma-Bari 2015) è un reportage, avvincente e documentato, scritto da Marco Albino Ferrari, gran conoscitore della montagna, che nel gennaio 2015 ha trascorso un paio di settimane su una delle isole più misteriose del Mediterraneo. Misteriosa non solo per l'aura letteraria che da secoli la circonda, ma anche perché è inaccessibile ai più da tempi altrettanto remoti. Il racconto è doppiamente interessante proprio perché l'esperienza e il racconto riflettono innanzitutto passioni e conoscenze di un autore che è più attento alle isoipse che non alle isobate, ai pendii che non alle baie. Potremmo quindi dire che è la riuscita narrazione non tanto di un'isola bagnata dal mare, ma di una montagna circondata dall'acqua. Per la precisione di una vetta di 645 metri, ancora più alta se si considera però la parte immersa. Al di là dello status relativamente recente di “Riserva Naturale”, che risale al 1971, anche Ferrari alla fine della sua esperienza riconosce che “Montecristo è un paradiso artificiale, anche se tale ai nostri occhi non deve sembrare”.
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Il racconto di Ferrari non è solo una argomentata riflessione sulla wilderness, o sui suoi simulacri, ma si arricchisce anche di incontri con alcuni dei principali tutori di questo precario ordine ecologico: la coppia di guardiani innanzitutto, i comandi della Forestale che gestiscono la Riserva e alcuni ricercatori che, a vario titolo, hanno legato il loro lavoro, e un pezzo di vita, a quest'isola che i greci chiamavano semplicemente Ocrasia, in omaggio al colore dei suoi splendidi graniti
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Trovate la recensione completa su L'Indice dei Libri del Mese di dicembre 2015.