lunedì 10 marzo 2025
lunedì 10 giugno 2024
lunedì 18 marzo 2024
Di venti e vele, di marinai e viaggi, ma anche di miti e leggende eoliche, parlerò sabato 23 marzo a Monfalcone Geografie.
Presentazione di "Anemos. I venti del Mediterraneo" Ugo Mursia Editore
martedì 28 novembre 2023
sabato 2 settembre 2023
Il podcast di Che elementi! Aria
Prosegue il nostro viaggio attraverso gli elementi aristotelici: oggi seguiamo il vento. Prima dall'alto, fino a 30 km di quota, l'altezza raggiunta in questi ultimi cinque anni dal satellite Aeolus dell'Agenzia spaziale europea. Il progetto ha monitorato i venti di tutto il mondo: ci racconta l'impresa Tommaso Parrinello, responsabile della missione. E poi dal mare, per esplorare gli strumenti e il lessico di chi i venti li conosce attraverso i sensi e l'esperienza: ci accompagna Fabio Fiori, scrittore e navigatore, autore di "Anemos. I venti del Mediterraneo" (Mursia, 2023).
Al microfono Roberta Fulci
giovedì 8 giugno 2023
giovedì 4 maggio 2023
Ecco la prima anticipazione della nuova edizione, rivista, ampliata e spero ancora più poetica!
Sempre con Ugo Mursia Editore, in libreria dal 15 maggio 2023
Buon vento!
mercoledì 16 febbraio 2022
mercoledì 5 gennaio 2022
Libri di mare e di costa
Un libro di Paolo Rumiz è sempre un viaggio. In bici verso Istanbul, in treno per Odessa, a piedi sulla Via Appia, con una vecchia topolino su e giù per gli Appennini. Ha anche camminato nelle trincee delle guerre europee, ha viaggiato da fermo nel ventre di un ciclope in forma di faro. Senza dimenticare la sua predilezione per l'Oriente. In particolare per i Balcani, forse perché “dell'Europa ne sono il cuore di cui mai abbastanza ci si servirà”, riprendendo le parole di un altro straordinario scrittore errante: Nicolas Bouvier.
In questo nuovo “Canto per Europa” (Feltrinelli; 255 pp, 17 euro), si viaggia a vela, nella maniera più antica, ...
continua
https://www.balcanicaucaso.org/aree/Europa/Europa-bella-amata-e-dannata-214804
venerdì 19 novembre 2021
Saluti da Cipro
venerdì 21 agosto 2020
L'odore del mare
Amo il selvaggio non meno del buono, scrive #Thoreau andando per boschi. Amiamo il selvaggio non meno del buono, diciamo noi andando per mare. La sua foresta verde e la nostra blu sono luoghi di esperienze materiali e spirituali.
L'odore del mare, Ediciclo Editore
#Bari - Porto vecchio
lunedì 23 marzo 2020
Cartoline mediterranee #1
sabato 14 settembre 2019
Incontri
"L'odore del mare", Ediciclo Editore, al Festival dell'Erranza, sabato 14 settembre, ore 20:00.
Storie d'erranze marinaresche da quelle mitiche di Giasone e Diomede a quelle di oggi, lungo le rive e le acque di un Mediterraneo da sempre "crocevia di popoli", riprendendo la definizione di Fernand Braudel.
venerdì 6 settembre 2019
Incontri
mercoledì 14 agosto 2019
L'odore del mare
"Perciò vagabondiano instancabilmente lungo le rive, liberando lo spirito nomade verso l'orizzonte marino"
martedì 7 maggio 2019
L'odore del mare
domenica 9 aprile 2017
Predrag Matvejevic
Ecco il link all'intervista, raccolta da Alessandro Stillo nel 2010 sull'isola di Koločep, l'affascinate isola di Calamota, del piccolo Arcipelago delle Elafiti.
giovedì 23 marzo 2017
Incontri del Mediterraneo
Tra gli ospiti: Domenico Quirico, Gigi Riva, Lara Goracci, Marta Ottaviani, Elly Schlein, Jean Leonard Touadi. Il programma completo.
martedì 15 marzo 2016
Notizie
Quest'anno l'attenzione ritorna sulla situazione politica, economica e culturale della sponda sud. Dopo cinque anni dalle rivolte che hanno acceso speranze in tante nazioni nordafricane, la realtà è alquanto complessa, con paesi che versano in condizioni drammatiche, a partire dalla Siria e dalla Libia. Senza dimenticare il più generale e tragico problema dei migranti. Gli organizzatori hanno così deciso di "riprendere il filo della Primavera araba, per chiederci dove siamo arrivati, soprattutto in termini di libertà, democrazia e diritti". Incontri, libri, documentari e tanta musica, per mantenere viva l'attenzione su questioni che ci riguardano da vicino, su una storia mediterranea sempre affascinante e problematica.
sabato 20 febbraio 2016
Predrag Matvejevic - Candidatura al Nobel
Oggi Predrag sta male e ha bisogno del nostro aiuto. Come? Innanzitutto sostenendo l'appello alla sua candidatura al Nobel, che ho scritto insieme ad altri amici ed estimatori, tra cui Pino Aprile e Nicolò Carnimeo. E' stata pubblicata questa mattina su diversi quotidiani, la Gazzetta del Mezzogiorno, il Corriere Romagna, il Secolo XIX.
Chi vuole sottoscrivere la lettera può scrivere una mail a nobelpermatvejevic@gmail.com indicando nome cognome e qualifica. Qualora lo si desideri si può aggiungere un pensiero che si farà recapitare allo scrittore.
LETTERA DI CANDIDATURA AL NOBEL DI PREDRAG MATVEJEVIC
Predrag Matvejevic è la sintesi dell'Europa, anche dell'Est, che si riconosce nel Mediterraneo e nella sua storia: nella sua vita, nella sua famiglia, nella sua opera letteraria e politico-letteraria, ai tempi della cortina di ferro, si ritrovano quasi tutte le etnie, le religioni, le nazionalità e le culture che oggi come ieri, qualcuno vuole trasformare in ragione di conflitto. Tutta l'opera di Matvejevic, ma in particolare il suo impareggiabile Breviario Mediterraneo, ripercorre quelle differenze presunte, mostrandone, come forse nessuno ha fatto, oltre lui e Braudel, quanto siano nostre, di tutti; mutandole, così, in ragioni di convivenza, arricchimento, scambio.
Ma, soprattutto, a Matvejevic si deve una concezione poetica altissima, che fonde la sua capacità di sentire con quella di capire i luoghi e le genti della sua Europa: egli ha elaborato la teoria della “geopoetica”, intendendo che sono i luoghi, sedimentando storia e sentimenti di tanti popoli, che emanano poesia; i poeti non la creano, quindi, ma semplicemente, con la loro maggiore sensibilità, la colgono e la “traducono” con i loro versi, mettendola a disposizione degli altri.
L'immensa modestia di Predrag ne nasconde il valore. La modestia è una grande virtù; portata all'esagerazione, è un delitto, perché danneggia il bene.
I fatti di questi giorni, e più in generale di questi anni, rendono tragicamente attuale l'ammonimento di Predrag Matvejević: “sono immense le incongruenze che hanno contrassegnato le diverse civiltà e culture del Mediterraneo, vecchie e nuove” e continua aggiungendo che “lo tradiamo accostandoci ad esso da punti di vista eurocentrici”. Perciò rimane di grande attualità, diremmo obbligatoria per tutti coloro che hanno a cuore una pacifica e fruttuosa convivenza mediterranea, la rilettura di Mediteranski Brevijar, pubblicato nel 1987 in serbo-croato e tradotto poi in francese, italiano e in tante altre lingue. In quei lontani anni Ottanta, gli occhi europei erano tutti rivolti a est, dimentichi del sud, che per l'Europa corrisponde con il Mediterraneo, “il mare della vicinanza”. Una vicinanza che per non rivelarsi conflittuale, deve praticare l'ascolto e accettare la convivenza nella diversità, storica, politica e religiosa. Questo è innanzitutto il primo insegnamento di Mediterraneo. Un nuovo breviario. Ma ancora dieci anni dopo, al Collège de France, malgrado la caduta del Muro, le tragedie balcaniche e l'esodo albanese, Matvejević ribadiva inascoltato che “L'immagine che ci offre il Mediterraneo non è affatto rassicurante”, invitando perciò tutti a conoscere e valorizzare “modi di essere e maniere di vivere comuni o avvicinabili, a dispetto delle scissioni e dei conflitti”.
Può essere sufficiente un libro per candidare al Nobel l'autore? Noi crediamo di sì.
Ma se ciò non bastasse, allora aggiungiamo il valore letterario e culturale, antropologico e storico, di tutti gli altri suoi libri, tra cui ci limitiamo a ricordare: Epistolario dell’altra Europa, Mondo Ex: confessioni, Tra asilo ed esilio. I titoli sono già sufficienti per riassume la tensione morale di Matvejević, volta alla comprensione dell'alterità culturale. In ultimo, Pane nostro, può essere letto anche come un manifesto della condivisione del più necessario e sacro degli alimenti dell'uomo.
Avanziamo perciò la candidatura al Premio Nobel per la Letteratura a Predrag Matvejević, nato a Mostar e cresciuto sulle rive del Mediterraneo che ha magistralmente narrato, guardando con grande attenzione e sensibilità genti e culture dei tre continenti che lo bagnano.















