Racconti di isole, venti, vele, nuoto e remi, oltre a qualche idea sul nostro mare quotidiano - Fabio Fiori

giovedì 23 marzo 2017

Incontri del Mediterraneo

La XV edizione di Incontri del Mediterraneo, che si svolgerà dal 23 al 25 marzo 2017 a Riccione, farà il punto sulla complessa e drammatica situazione della sponda sud e sulle inevitabili conseguenze che riguardano l'Europa. Tre giorni in cui ascoltare testimonianze e racconti, ma anche per riflettere e confrontarsi, per ricordare che poesia, letteratura e musica possono alimentare speranze di pace.

Tra gli ospiti: Domenico Quirico, Gigi Riva, Lara Goracci, Marta Ottaviani, Elly Schlein, Jean Leonard Touadi. Il programma completo.

martedì 14 marzo 2017

Predrag Matvejević, maestro mediterraneo

A bordo i libri sono fedeli compagni di viaggio. Ce lo hanno insegnato anche i mostri sacri della vela, a partire da Joshua Slocum che durante il suo mitico giro del mondo passava giorni interi a leggere “dimentico della fame, del vento e del mare”. Se i portolani sono obbligatori, altri sono necessari, affinché la scoperta possa compiersi. Tra questi, almeno per chi naviga in Mediterraneo, c'è senza ombra di dubbio “Mediteranski Brevijar”, “Breviario mediterraneo” di Predrag Matvejević,  morto il 2 febbraio scorso. Un libro pubblicato per la prima volta in serbocroato esattamente 30 anni fa, un libro “che fa parlare la realtà e innesta perfettamente la cultura nell'evocazione fantastica”, riprendendo le parole di Claudio Magris che ne ha scritto la prefazione all'edizione italiana.
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Per ricordare e ringraziare Predrag  Matvejević, insieme a tutti quelli che sulle rotte mediterranee ci hanno preceduto, mandiamo a memoria un antico proverbio sefardita: “dame el mazal e etchame a la mar”, “dammi al fortuna e gettami in mare”.

L'articolo completo è pubblicato sul mensile BOLINA di marzo 2017.

domenica 5 marzo 2017

Björn Larsson a Pordenone

Oggi su Repubblica trovate un'ampia anticipazione del racconto scritto da Björn Larsson, ospite della XXIII edizione di “Dedica”, la rassegna monografica organizzata dall’associazione Thesis, che si tiene a Pordenone dall’11 al 18 marzo 2017.

Una decina di appuntamenti dedicati all’opera dello scrittore svedese tra conversazioni, letture dai suoi romanzi, mostre, documentari e spettacoli teatrali.
Sarà lo stesso Björn Larsson a leggere "Le mie fini del mondo", l'11 marzo 2017.

Programma completo di "Dedica".


martedì 28 febbraio 2017

Venerdì di magro

I doni della natura” (Vallardi; 2016; pp. 254 € 18,00) si intitola l’ultimo libro tradotto in italiano di Richard Mabey, giornalista, scrittore e naturalista inglese di fama internazionale. Si tratta di specie selvatiche commestibili, che tutti possono raccogliere gratuitamente e, non a caso, l’edizione inglese si intitola “Food for free”, il cibo gratuito. Specie vegetali terresti innanzitutto, ma anche funghi, alghe e molluschi. Parafrasando Mabey, quando ci si trova davanti agli scaffali di un moderno supermercato, è facile dimenticare che anche ogni cibo ittico può essere ancora liberamente pescato, facilmente da tutti, soprattutto per quanto riguarda i molluschi che si possono raccogliere nelle basse acque di riva: telline, cannolicchi, vongole, cuori, patelle, mitili e tanti altri. Molluschi che “dal punto di vista del raccoglitore, sono più simili a piante che ad animali: vivono più o meno in un posto, e non li si caccia, ma li si raccoglie”. Di telline, cannolicchi e mitili, tutti oggetto di pêche à pied, come scrivono e praticano i francesi, abbiamo già raccontato in precedenti post, così come delle poveracce, cioè delle vongole lupino, che sono un prodotto tradizionale della costa adriatica.
Nelle lagune dell’Adriatico, ma anche in quelle sarde e siciliane, si pescano invece sempre a piedi le vongole veraci. Nome fuorviante, perché fa riferimento a due specie, di cui una effettivamente autoctona, ma ormai molto rara e costosa, che si vende a 15/20 euro al kg. Un’altra invece è alloctona, cioè è stata introdotta in Italia alla metà degli anni Ottanta del Novecento, ed è nota anche con il nome di vongola filippina o, per dirla alla venziana, caparossolo filipino. Una specie che ha trovato condizioni ottimali, tanto da diffondersi anche naturalmente e abbondantemente in tutti gli ambienti lagunari mediterranei. La vongola filippina cresce in fretta, raggiungendo i 25 millimetri in meno di due anni, e ha alti rendimenti per metro quadrato. Ha perciò fatto la ricchezza di tante comunità pescherecce, a partire da quelle del Polesine e del Veneto.
E’ sempre Richard Mabey a ricordarci che “i molluschi sono una delle ancore di salvataggio cui gli abitanti della costa si aggrappano per salvaguardare la propria indipendenza economica”, ieri come oggi, antichi e nuovi “doni della natura”.

Pubblicato oggi sul blog Venerdì di magro, de La Stampa - Mare, dove troverete anche tanti altri brevi racconti di pesci e pescatori.

domenica 19 febbraio 2017

Biblioteca di mare e di costa

"Agganciai il moschettone della cintura alla life-line e andai fino a prua. Un varco, sul lato sinistro dell'uscita, si iniziava pian piano a intuire, ma in proporzione agli iceberg era piuttosto stretto. Gli iceberg erano tre, giganteschi: uno massiccio e squadrato, gli altri più frastagliati, con un paio di vaste grotte azzurre. Mi chiesi cosa sarebbe accaduto se durante la notte quelle isole galleggianti avessero deciso di incastrarsi all'imbocco dell'insenatura, quanto avremmo aspettato prima di attaccarci alla radio e provare a chiedere aiuto, cosa avrebbero potuto fare per aiutarci."

E' questo una breve descrizione del paesaggio marino narrato da Pietro Grossi nel suo ultimo libro "Il passaggio" (2016, Feltrinelli; pp. 160, 15,00 €). La storia di un uomo che improvvisamente ritrova un padre dagli occhi "stralunati che mi terrorizzavano", a bordo di una barca con cui vorrebbe affrontare il mitico Passaggio a Nord Ovest, che premette di andare dall'Atlantico al Pacifico nelle estreme regioni artiche. Un ambientazione marinaresca contemporanea, del tutto inusuale nel panorama letterario italiano. Un libro in cui il "passaggio" non è però solo geografico, ma anche generazionale.

“E fu quello l'istante in cui capii tutto ciò che c'era da capire su mio padre. Si aprì come una fessura nel tempo, il mondo rallentò, e l'uomo che avevo davanti fu tagliato via da tutto il resto.”