Racconti di isole, venti, vele, nuoto e remi, oltre a qualche idea sul nostro mare quotidiano - Fabio Fiori

lunedì 23 marzo 2020

Cartoline mediterranee #1


Torneremo ancora a sentire “L'odore del mare” sul Pontile di Marina di Massa, dove le Alpi Apuane sono montagne incantate che profumano del tósco mar.


domenica 23 febbraio 2020

Velabondaggi - Arcipelago Nord di Göteborg

Chissà se Bruce #Chatwin ha mai ascoltato uno yoik? il canto tradizionale dei Sami così carico di suggestioni nomadi e di relazioni con i luoghi, con i suoni dell'acqua e del #vento, con gli odori della terra, dei laghi, dei fiumi e del mare. Chissà se ha mai inseguito questo antichissimo popolo nomade dei ghiacci? Per noi velabondi mediterranei accomunabili ai Pelasgi, perché non hanno lasciato tracce delle loro rotte, perché le scie sulla neve sono effimere come quelle sull'acqua. ....
Il racconto del campeggio nautico a #vela nell'Arcipelago Nord di Göteborg su Bolina di febbraio, in edicola
The short story of the dinghy camping in the North Archipelago of Gothenburg on February BOLINA, on newsstands

martedì 7 gennaio 2020

Anemofilia

Dei e demoni del vento #3 – Norreni
Dal Mediterraneo greco a quello nipponico, dei e demoni del #vento accompagnano fortune e sfortune degli uomini, fin dalla notte dei tempi. Ma anche alle alte latitudini il rapporto con i venti ha storie e mitologie antichissime. C'è un variegato pantheon eolico anche nei mari del nord, grandi, grandissimi geograficamente e culturalmente. ...

Il racconto completo è pubblicato su Bolina di gennaio, in edicola

lunedì 23 dicembre 2019

Libri di mare e di costa

I libri non sono solo incredibili strumenti scientifici e culturali, alcuni sono sacri, nell'accezione spirituale o laica, come la Bibbia o il Capitale. Anche tra chi va vela, dai sognati Oceani al quotidiano Adriatico, per passione svincolata dalla dimensione sportiva o motovelica, c'è un libro sacro, che quest'anno festeggia i 50 anni della traduzione italiana: “Un vagabondo dei Mari del Sud” (Ugo Mursia Editore), scritto da Bernard Moitessier e pubblicato per la prima volta in Francia nel 1960. Tradotto da Francesco di Franco che nell'introduzione scrive: “L'immaginazione non potrà mai dare un'idea precisa di Bernard Moitessier, del suo genere di vita, dei suoi sentimenti quasi sempre celati dietro dichiarazioni ufficiali, del suo bisogno di correre mari tempestosi e di andare verso pericoli indescrivibili”.
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L'articolo completo oggi, lunedì 23 dicembre 2019, sul Corriere Romagna

martedì 17 dicembre 2019

Sguardi adriatici

#10 SPALATO

Dopo un estate che non sembrava voler più finire, è arrivato un autunno violento come non si ricordava da anni. Le burrasche sono diventate tempeste, le acque alte aque grandi. Televisioni, radio, giornali e social scoprono i cambiamenti climatici, banalizzano la complicatissima relazione tra uomo e natura, dimenticano che solo seimila anni fa il livello dell'Adriatico era più alto di 4 metri, mentre arrivò ad essere più basso di 100 metri cinquecentomila anni fa. Ciò non significa che dobbiamo rassegnarci, al contrario bisogna innanzitutto consumare meno, molto meno, e riscoprire l'indomita, efficace, micro e macro operosità della Serenissima. Senza mai dimenticare che se la Laguna è un delicato artificialia, l'Adriatico è un altrettanto delicato naturalia, che insieme formano la nostra preziosissima e amatissima mirabilia quotidiana.
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L'articolo completo su "Sguardi adriatici", Osservatorio Balcani Caucaso