Racconti di isole, venti, vele, nuoto e remi, oltre a qualche idea sul nostro mare quotidiano - Fabio Fiori

venerdì 28 dicembre 2018

Libri di mare e di costa

Venti vicini e lontani, con nomi propri o generici, comunque indispensabili a muovere le nostre vele e le nostre fantasie.
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Venti d'oltreoceano sono quelli narrati dal biologo e marinaio Bill Streveer, di cui è stato da poco tradotto in italiano da EDT, “Leggere il vento. La lunga rotta per la comprendere una forza della natura” (pp. 330, € 22,00). Il suo lungo racconto parte dall'attesa che un violento Norther (che noi marinai mediterranei scriviamo con la maiuscola, perché Omero ci ha insegnato che i venti sono dei o demoni con nome proprio!) si plachi. E' a bordo del Rocinante, la sua barca a vela, un ketch costruito nel 1965, che parte dalla foce del fiume Hudson, sulla costa est degli Stati Uniti, per raggiungere il Rio Dulce, in Guatemala. Ma il suo è innanzitutto un viaggio di ricerca enciclopedico che ha il vento come protagonista, a cominciare da tempeste memorabili e scoperte fondamentali, da capitani coraggiosi e scienziati appassionati. Ci sono le storie di Robert FitzRoy, considerato il pioniere delle previsioni meteorologiche, comandante del Beagle che aveva a bordo il giovane Charles Darwin. Non poteva mancare il contrammiraglio Sir Francis Beaufort della Royal Navy, che ordinò la forza del vento in una scala ancora oggi in uso, da 0 a 12, da calma a uragano. Ma ci sono anche le scoperte e gli strumenti degli italiani Leonardo, Alberti, Torricelli e Galileo, che hanno lavorato e “dialogato” con il vento. Sono molto ricche e interessanti anche le note al testo, praticamente un racconto nel racconto. Dai tempi di Daniel Defoe, che scrisse The storm nel 1704 quindici anni prima del più fortunato Robison Crusoe, si sono fatti progressi impressionanti nella ricerca meteorologica, ma ciò non toglie che il vento mantenga ancora inalterato tutto il suo seducente fascino.

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L'articolo completo è stato pubblicato lunedì 17 dicembre sul Corriere Romagna.

mercoledì 19 dicembre 2018

Libri di mare e di costa

Il vento, forse più di tutti gli altri agenti atmosferici, richiede un'attenzione corporale. Il marinaio il vento lo sente, con tutto il corpo.
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Sentire, “Quel “senti?” è una predisposizione all'ascolto che non si fa solo con le orecchie ma anche con il resto del corpo, e questa attesa è una cosa che ci accomuna a tutti gli altri esseri di questo mondo, siano balene, alberi, topi o cormorani”, scrive Mario Ferraguti che ha appena pubblicato “La ballata del vento. Piccolo ma ostinato inseguimento”, per i tipi di Ediciclo (pp. 96 € 9,50), nella fortunata collana “Piccola filosofia del viaggio”. Si tratta del racconto di una passione per un demone o un dio, maledetto o benedetto, a seconda delle circostanze, sempre invisibile, che si “lascia vedere solo sulle cose; nei rami, sull'acqua, tra i panni, nel fumo, nell'erba, in mezzo alle nuvole” e sulle vele, aggiungiamo noi marinai. Ferraguti non è un uomo di mare, abita a Faviano Superiore, sulle colline di Parma, ma anche per lui “E' il vento che ci spinge ad aprire le braccia, come fossero ali, anche nei sogni”. Il suo è un inseguimento poetico, una favola con personaggi anemofili o anemofobi, che comunque il vento lo sentono. C'è la donna tempesta, quella che ama il vento e quella che lo odia, ci sono uomini che lo venerano o che lo fuggono, c'è Guido che salutava con “una domanda che lasciava in aria una risposta che non c'era mai stata, anche perché tutti la prendevano per una specie di augurio. Qual buon vento?”.
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L'articolo completo è stato pubblicato lunedì 17 dicembre sul Corriere Romagna.

domenica 18 novembre 2018

Invito













"Trattare con le persone è un'arte bella quanto trattare con le navi. Sia gli uomini sia le navi vivono in un elemento instabile, sono soggetti a influssi sottili e potenti"
(Joseph Conrad, 1904. Lo specchio del mare. Ed. Il Melangolo, Genova)

L’arte bella era per Joseph Conrad quella del marinaio che va a vela, ma anche, e forse ancora di più, quella del maestro d'ascia e del velaio. Uomini capaci di dare forma alle barche e alle vele, di trovare il migliore equilibrio tra l'acqua e il vento. Mestieri antichi, saperi preziosi, rinnovatisi nei secoli ma sempre affascinanti. Perché per andare a vela è necessario, oggi come un tempo, entrare in armonia con gli elementi naturali, saper ascoltare lo sciabordio delle onde e il fruscio delle arie. La vela non è solo una pratica sportiva è una cultura che si tramanda di generazione in generazione, sia a bordo che in cantiere.

Ne parlerò a Rimini, presso lo storico, interessantissimo, Cantiere Carlini in Via Sinistra del Porto, sabato 24 novembre 2018, ore 15:30. Con il navigatore Luca Del Zozzo e il maestro d'ascia Stefano Carlini. Con noi e per noi le musiche di Pino Ceci.

mercoledì 7 novembre 2018

Incontri


Sabato 10 novembre, ore 17, a San Biagio della Cima (IM) il paese natale di Francesco Biamonti,  presenterò insieme a Corrado Ramella "Il vento i giorni", Italic Pequod.
Ultimo appuntamento di "Sulle tracce di Francesco Biamonti", organizzato all'associazione Amici Di Francesco Biamonti e dall'Unione Culturale Franco Antonicelli.



martedì 16 ottobre 2018

Incontri

Presentazione di "Erba buona. Ricettario di un girovago"

Giovedì 18 ottobre 2018, ore 21
Sala ex Refettorio-Chiesa dell’Osservanza
viale Osservanza 198 – Cesena
ingresso libero

Il Mignolo Verde -Via Madonna delle Rose,15 - 47521 Cesena
www.ilmignoloverde.it    posta@ilmignoloverde.it

mercoledì 3 ottobre 2018

Incontri

ItineRA 2018 - Festa del Cammino Consapevole
Venerdì 12 ottobre 2018, ore 18
Ravenna - Kirecò

Girovagando. Alla scoperta di erbacce ed erbette

Una passeggiata erbicola e letteraria, alla ricerca di erbe buone da mangiare e di storie buone da raccontare. In compagnia di Fabio Fiori autore di “Erba buona. Ricettario di un girovago” (Stampa Alternativa, 2018), un taccuino di viaggio, naturalistico, filosofico e gastronomico, dedicato alle erbe mangerecce. Come nelle periferie e negli incolti si trovano piante di ogni tipo e provenienza, in questo libro si mescolano gli antichi saperi autarchici delle nonne e quelli filosofici di viaggiatori, botanici e gastronomi. Durante la passeggiata Fabio Fiori leggerà alcune pagine del libro che è anche un invito a mettersi in cammino, riscoprendo lo spirito ancestrale dei nostri avi raccoglitori e dimenticati sapori vegetariani.





giovedì 20 settembre 2018

Incontri

DOMENICA 30 SETTEMBRE 2018
Giornata inaugurale del Festival "Nelle Terre dell'Ovest" 2018, quest'anno dedicato al Mediterraneo.

Io parlerò di venti, alle ore 11, a partire dal mio libro "Anemos. I venti del Mediterraneo", Mursia

Tanti altri gli appuntamenti: letterari, musicali, teatrali e gastronomici. PROGRAMMA COMPLETO

venerdì 7 settembre 2018

Velabondismo. Breve storia del campeggio nautico #1














Il velabondo pratica una antica forma di viaggio, navigando sulle rotte costiere di Ulisse, Diomede, Giasone e tanti altri mitici marinai. Come loro dorme in spiaggia, all'addiaccio o in tenda, sempre di fianco alla barca. La nostra è una forma di minimalismo velico che offre grandi emozioni, geografiche e storiche, ma soprattutto sensoriali. Solo con una deriva le sensazioni della vela sono pure, scevre da odori e tentazioni di nafta, solo dormendo in riva la relazione con il buio e i crepuscoli, con il murmure e i silenzi, sono sinestetiche. Sappiamo per esperienza che tutto ciò costa fatica, quella del remo quando i venti languono, quella della pioggia quando i cieli oscurano.
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L'articolo completo è pubblicato sul mensile BOLINA di settembre 2018.

(l'immagine di questo post è tratta da A Thousand Miles in the Rob Roy Canoe, pubblicato nel 1866, di John MacGregor, un pioniere del campeggio nautico)

martedì 21 agosto 2018

Libri di mare e di costa

Isole, isole, isole! Anche quest'anno qualcuno c'è già stato, mentre altri devono ancora partire. Tutti comunque continueranno a sognarle per tutto l'autunno e l'inverno. Isole istriane e dalmate, per i marinai romagnoli che magari per una volta avranno raggiunto quelle ioniche o favoleggiano da anni quelle egee. Di certo l'Adriatico e più in generale il Mediterraneo orientale offrono all'isulomane migliaia di sogni, che diventano milioni se le sue attenzioni comprendono anche scogli e barene oppure isole leggendarie e mitologiche. Una passione che può avere tante spiegazioni, razionali o irrazionali. Per Silvia Ugolotti , che ha appena pubblicato “L'inquietudine delle isole. Piccole fughe tra atolli e arcipelaghi”, Ediciclo Editore.
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Continua su Corriere Romagna

mercoledì 15 agosto 2018

Erba buona

Erba buona, buona musica, di buon'ora!
Venerdì 17 agosto, dalle 6:00 alle 6:45 Radio3 Rai
In diretta a "Qui Comincia" verrà presentato "Erba buona. Ricettario di un girovago", Stampa Alternativa Nuovi Equilibri

martedì 3 luglio 2018

Libri di mare e di costa

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Al vento sono dedicate leggende, poesie, racconti, quadri o addirittura monumenti. Celeberrima la Torre dei Venti di Atene, risalente al I secolo o meno noti come la Torre del Marzocco di Livorno, sempre ottagonale, costruita nel XV secolo e utilizzata per l'avvistamento portuale. Ma solo a Trieste esiste un museo dedicato ai venti, anzi per essere più precisi il “Museo della Bora”. Non poteva essere diversamente, vista la straordinaria presenza della regina eolica dell'Adriatico. Un museo insieme attivissimo per attività didattiche e virtuali, vista la presenza ormai decennale in Rete, www.museobora.org. Ma in vibrante attesa di trovare uno spazio museale concreto i figli di Eolo sono momentaneamente stati messi nel Magazzino dei Venti.
Da qualche mese è stata pubblicata anche una “Piccola guida al Magazzino dei Venti” (I Libri del Museo della Bora, pp. 40, 9 €), a cura di Chiara Cecalupo, archeologa e anemofila, cioè grande appassionata dei venti. Un libricino elegante, anche per le illustrazioni dal sapore ottocentesco, e ricco di curiosità.
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L'articolo completo è stato pubblicato sul Corriere Romagna di lunedì 2 luglio 2018

lunedì 25 giugno 2018

Libri di mare e di costa

Tempo d'estate, tempo di fare vela verso le isole.
Sono migliaia, vicine e lontane, piccole e grandi, affollate e deserte; tutte incantevoli. Ognuno ha le sue predilezioni, magari mutevoli come il vento e la luce adriatica. Per l'isulomane, cioè per chi nutre una vera e propria pericolosa passione per le isole, è difficile sceglierle e anche descriverle. Forse perché, come scrive Simone Perotti nel suo “Atlante delle isole del Mediterraneo” (2017, Bompiani; pp.150, 25 €), “un isola ha un senso, non un significato. Il significato puoi spiegarlo, il senso no, puoi provare a cercarlo. E, se lo trovi, a renderlo”. Lui che in Mediterraneo naviga da anni e che tante isole le ha meritate “con la fatica della vela”, ne ha mappate narrativamente 42, da Las Palomas nel Mare di Alboran, all'estremo ponente dove le acque mediterranee incontrano quelle atlantiche, fino a Imrali nel Mar di Marmara, oltre l'oriente mediterraneo, a est dello Stretto dei Dardanelli, perché “i mari comunicano, e solo gli uomini li vedono separati”. Quella proposta da Perotti non è una cartografia e una geografia, ma una psicografia e una geosofia. Declinando la tradizione indigena autraliana di misurare la terra col canto, “tracceremo confini di spezie, aree urbane di ritmi, utilizzeremo l'atmosfera di un luogo per definirne l'ampiezza, sostituiremo le miglia con i ricordi, i metri con le idee, gli ettari con l'armonia”. Insomma questo Atlante è innanzitutto il caleidoscopio di un insulomane che, a partire dalla sua esperienza, invita costruire le proprie mappe “conoscendo luoghi, approdando su coste diverse, parlando con gli uomini che animano quei borghi”. Non manca comunque anche un certo rigore editoriale, a partire dall'impianto a due pagine affiancate tipico degli atlanti, con a sinistra una carta nautica corredata di scala, batimetrie, toponimi e una breve descrizione geografica, e a destra il testo geosofico. Le carte sono di Marco Zung, disegnate con cura e parsimonia cromatica, capaci di stimolare la psicografia del lettore. 
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L'articolo completo è oggi, 25 giugno 2018, in edicola sul Corriere Romagna

martedì 5 giugno 2018

Jacques-Yves Cousteau, un racconto radiofonico

Il mio racconto di Jacques-Yves Cousteau
lunedì 11 giugno 2018, alle ore 14
"L'undici giugno millenovecentodieci nasce Jacques-Yves Cousteau o più semplicemente il Comandante Cousteau. Un “mito d'oggi” potremmo dire citando il famoso libro di Roland Barthes ..."

giovedì 10 maggio 2018

Il vento i giorni















Anche "Il vento i giorni", uscito nel novembre scorso per Italic Pequod, sarà sugli scaffali dell'editore nello spazio Regione Marche al Salone Internazionale del Libro di Torino, 10-14 maggio 2018.

mercoledì 9 maggio 2018

Erba buona
















Ci sarà anche il mio nuovo "Erba buona. Ricettario di un girovago" negli spazi di Stampa Alternativa Nuovi Equilibri al Salone Internazionale del Libro di Torino - PADIGLIONE 3 STAND R 79

mercoledì 2 maggio 2018

Erba buona

Un ricettario di idee e itinerari, da fare a piedi, in bici o a vela, con qualche ricetta e molte storie di erbe ed erbaioli. In libreria da domani, 3 maggio 2018

mercoledì 18 aprile 2018

Il vento i giorni


















Trekking letterario sui luoghi de "Il vento i giorni"

DOMENICA 6 MAGGIO 2018, ore 15:30
ANCONA

Organizzazione e prenotazioni a cura di HORT

PASSEGGIATA DEI MARINAI
Dalla Mole Vanvitelliana al Parco del Cardeto, una passeggiata letteraria nel cuore salato e sognato di
Ancona, sui luoghi del romanzo "Il vento i giorni" (Italic Pequod, 2017), in compagnia dell'autore
Fabio Fiori.

mercoledì 11 aprile 2018

Erbe ed erbaioli

Non solo di vele, di venti e di onde scrivo da anni. Ma anche di viaggi a piedi e in bici, di paesaggi adriatici e appenninici, di pesci e di erbe.
Alle erbe selvatiche e agli erbaioli impenitenti ho dedicato molto tempo in questi ultimi mesi, per concludere un libro che uscirà il mese prossimo. Ma di questo scriverò a breve.
Oggi invece sul Corriere Romagna trovate una pagina intera dedicata alle erbe, a partire dall'Atlante Gastronomico delle Erbe di Andrea Pieroni.

Sugli atlanti abbiamo sognato isole lontane, viaggi impossibili, incontri improbabili. Atlanti geografici su cui dar sfogo alle nostre pulsioni nomadi; atlanti storici su cui saziare la nostra curiosità genealogica. Da qualche giorno c'è anche l' “Atlante gastronomico delle erbe”, scritto da Andrea Pieroni (Slow Food Editore, pp. 254, euro 24,50), su cui ricostruire il nostro passato alimentare, ma anche per costruire il presente e il futuro. Perché innegabilmente l'alimentazione umana dovrà sempre di più tendere verso una prevalenza vegetariana. Una scelta imposta da convenienze private, legate alla salute, e pubbliche, legate all'ambiente.

martedì 10 aprile 2018

Il vento i giorni

"La natura non ha nostalgie", pensò Cosimo avvicinandosi all'albero per respirarne la forza.
La spudorata bellezza di quei fiori , fino a pochi giorni prima gemme silenti, gli ricordarono le metamorfosi di dei ed eroi, di animali e centauri, di piante e dee, che popolavano tante favole di Dimìtris. ("Il vento i giorni", Italic Pequod)

giovedì 29 marzo 2018

Il vento i giorni

Il mare e la letteratura di ieri e di oggi, su La Gazzetta del Mezzogiorno di oggi, a partire dal mio nuovo romanzo "Il vento i giorni", pubblicato da Italic Pequod.

domenica 11 marzo 2018

Libri di mare e di costa

Esattamente centoventi anni fa Joshua Slocum completava, per la prima volta nella storia, il giro del mondo in barca a vela in solitario. Una navigazione leggendaria raccontata in un libro, “Solo intorno al mondo”, che è ancora oggi la bibbia dei navigatori oceanici e della ben più numerosa schiera dei sognatori oceanici. Dopo di lui in tanti hanno utilizzato la vela per avventure sportive, di scoperta o semplicemente per vagabondare. Se la rotta più battuta è quella che sfrutta la fascia tropicale, andando da est a ovest con gli Alisei in poppa, passando per lo Stretto di Panama, non sono mancate e non mancano le rotte sulle latitudini meridionali, doppiando i grandi capi, o addirittura quelle polari. Un giro del mondo in barca a vela oggi, ai tempi delle immagini satellitari, delle previsioni meteorologiche scientifiche, della comunicazione planetaria, dei sistemi di posizionamento satellitari è, per molti aspetti, sicuramente più semplice. Ma l'oceano è grande, le burrasche pericolose e, paradossalmente, la pirateria più diffusa e feroce, rispetto a qualche decennio fa. Così, soprattutto in Italia, sono in pochi quelli che hanno fatto queste esperienze veliche. Tra questi Rodolfo Ridolfi, nato e cresciuto a Ferrara, ma concepito a Cesena da genitori romagnoli trasferitisi nella città estense per motivi di lavoro. Romagnolo anche per adozione marinaresca, legata alla lunga frequentazione dei porti e delle acque adriatiche.

Innanzitutto vorrei chiederti se pensi di appartenere a quella che Bernard Moitessier, uno dei pionieri della navigazione oceanica, chiamava la famiglia degli “uccelli d'altomare”? Obiettivamente chiunque esca dagli Stretti è un uccello d'alto mare. Dal punto di vista soggettivo è uno stato dello spirito. Chi impiega venti mesi per fare il giro del mondo è più un regatante; chi naviga senza scadenze certe se non le sole regole delle sequenze climatiche segue la natura, come gli uccelli d'alto mare che migrano nei ritmi delle stagioni.
Partendo invece dal dato biografico, sei nato nel 1951 ma, come scrivi nel tuo libro “Il Mediterraneo lasciato a poppa” (Rodolfo Ridolfi, 2009; Il Frangente, 19 euro) sei poi rinato vent'anni fa nel 1998, in che senso?
Sono nato in un periodo di transizione, l'immediato dopo guerra, quello della generazione sessantottina. Ho assaggiato tutti i fermenti innovativi della rinascita bellica: la beat generation, gli hippy flowers,  la guerra nel Vietnam. Ma non ne assorbii alcuno, facendomi sentire spaesato senza un basamento esistenziale consolidato. Nel 1998, "nel mezzo del cammin della vita" successe un avvenimento che mutò radicalmente la mia vita, ma per questo rimando alla lettura del libro.
La tua passione per la vela è esplosa improvvisamente o è cresciuta piano piano?
Da adolescente ero di salute cagionevole e il dottore consigliò i miei genitori di farmi respirare l'aria del mare, ricca di sale. Un "giorno sulla spiaggia" avvenne l'incontro improvviso che mi fece innamorare della vela.
Quali i maestri, quelli conosciuti personalmente o attraverso i loro libri?
Sono un autodidatta. I libri mi hanno infatuato ma da essi ho appreso anche molta teoria. La pratica è avvenuta per conto mio e navigando con amici. Poi ho iniziato a fare regate, che sono un corso accelerato di apprendimento, conoscendo marinai da cui ho imparato molto.
Venendo invece al giro del mondo che hai fatto tra il 2003 e il 2007, quando e come è maturata l'idea?
Quel "giorno sulla spiaggia" è nato il sogno.
Perché hai scelto un OVNI 32, di circa 10 metri di lunghezza, una barca d'alluminio a deriva mobile, abbastanza inusuale per il panorama italiano?
E' una scelta  soggettiva che va contro la mentalità italiana. All'estero e soprattutto in oceano, la percentuale di barche in metallo e anche a deriva mobile è superiore a quelle che navigano in Italia e in Mediterraneo.
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L'intervista completa è stata pubblicata sul Corriere Romagna del 5 marzo 2018

mercoledì 14 febbraio 2018

Libri di mare e di costa

Credo che Tilman avrebbe apprezzato, anche se mai immaginato, che le sue parole oceaniche potessero risuonare ieri tra le distese innevate di una piccola, gelida, "isola" appenninica.
"Tutti sanno quanto sia difficile soffiare e deglutire nello stesso tempo. Altrettanto difficile risulta conciliare alpinismo e vela". E' questo l'incipit di "Mischief in Patagonia", lo straordinario diario di viaggio di Harold William Bill Tilman, tradotto e pubblicato da poco in Italia da Edizioni Mare Verticale.
Michief è il nome della barca a vela con cui Tilman e alcuni compagni, partiti dall'Inghilterra, hanno attraversato l'Oceano Atlantico nel 1955, per scalare poi alcune vette dell hielo continental, ossia dei ghiacciai della Patagonia, sul versante occidentale. Un viaggio che prosegue risalendo il Pacifico, attraversando il Canale di Panama e riattraversando da ovest a est l'Atlantico, concludendosi nello stesso porto da cui erano partiti, dopo un anno e un giorno.

martedì 23 gennaio 2018

Insulomania

PONZA

In Italia, soprattutto durante il ventennio fascista, le isole erano galere o confini. Luoghi isolati, appunto, dove far scontare una pena o poter “tutelare la società contro i pericoli di turbamento alla sicurezza pubblica allontanando dal loro ambiente abituale persone che, per i loro precedenti penali e la loro condotta, dimostrano persistente tendenza a delinquere; e d'indurre tali persone a redimersi col lavoro … con anche uno scopo politico in vista degl'interessi nazionali”. Così si legge alla voce “confino” sull'Enciclopedia Treccani del 1931. Tante le isole, tanti i confinati: politici, stranieri, omosessuali, ebrei. Perciò spesso quando mettiamo piede su un'isola italiana camminiamo per strade e sentieri battuti anche da uomini che hanno fatto dolorose esperienze di confino. A Ponza, forse più di altri, è legato il nome di Giorgio Amendola che ha intitolato uno dei suoi libri più belli “Un'isola”, raccontando anche l'esperienza del confino dal 1933 al 1937. Nella prima edizione il libro ha in copertina un'acquaforte del profilo insulare, realizzato dalla moglie Germaine Lecocq. Con questa Amendola condivise un lungo periodo sull'isola, dove la sposò. Vissero insieme, malgrado la condizione, un'estate felice, in cui la sera leggevano i grandi romanzi dell'800, mentre “Dalla finestra aperta veniva una brezza profumata”.
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L'articolo completo è pubblicato sul mensile BOLINA di gennaio 2018

lunedì 8 gennaio 2018

Presentazione

Sabato  13 gennaio 2018
ore 18
Libreria LOVAT
Trieste - Viale XX Settembre 20, c/o stabile Oviesse, terzo piano
Tel. 040.637399

Presentazione del nuovo romanzo
Il vento i giorni di Fabio Fiori

Con l'autore,
PAOLO RUMIZ, scrittore e giornalista