Racconti di isole, venti, vele, nuoto e remi, oltre a qualche idea sul nostro mare quotidiano - Fabio Fiori

lunedì 2 gennaio 2017

Biblioteca di mare e di costa

E' in edicola oggi sul Corriere Romagna "Aria di mare", con una pagina dedicata all'ultimo libro di Giulio Stagni, “Vele imperiali. La belle époque dello yachting dal Mar Baltico all'Adriatico” (Editrice Incontri Nautici, pp 168, 20 €).

In Romagna la storia della vela è antichissima, come testimoniano splendidamente i mosaici romani di Rimini e quelli bizantini di Ravenna. Una storia lavorativa che si è rinnovata per secoli, fino ai primi decenni del Novecento, con le forme e i colori delle vele al terzo. Se quell'epoca si è conclusa con la rivoluzione dei motori e delle eliche, negli stessi anni la vela divenne anche sulle rive romagnole un diffuso ed entusiasmante svago. Un fermento velico che si concretizzò con la fondazione nel 1933 del Club Nautico Rimini e del Club Nautico Riccione, seguiti poi nell'immediato dopoguerra dal Circolo Velico Ravennate nel 1949 e dal Circolo Nautico Cervia nel 1953. Nei decenni successivi ci fu un proliferare di associazioni, chi con sede sul porto chi sulla spiaggia, tutte accomunate dalla passione per la vela.
Ma quella romagnola è una vicenda che si innesta su una storia adriatica precedente, più austriaca che italiana almeno per quel che riguarda il diporto, come ci racconta con parole e immagini Giulio Stagni in “Vele imperiali. La belle époque dello yachting dal Mar Baltico all'Adriatico” (Editrice Incontri Nautici, pp 168, 20 €). Infatti nella seconda metà dell'Ottocento se i Savoia non amavano l'acqua, prediligendo i cavalli e la caccia, gli Asburgo al contrario si prodigarono per la diffusione del diporto, prima sui laghi mitteleuropei e poi sulle rive adriatiche. Risale al 1883 la fondazione del Wiener Segel Club, il primo circolo velico austriaco. Solo cinque anni dopo, nel 1888 alcuni giovani ufficiali di stanza nella base navale di Pola, che praticavano lo yachting, chiesero alla Marina finanziamenti e spazi per la loro associazione. Richiesta che venne accolta nel 1891 con la concessione dell'insenatura di Vergarolla, interna alla grande baia di Pola, e nel 1895 venne formalizzato lo statuto del K.u.K. Yacht-Geschwader.
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L'articolo completo e un box dedicato a Carlo Sciarrelli è pubblicato sul Corriere Romagna del 2 gennaio 2017.