Dal 2010, racconti di isole, venti, vele, nuoto e remi, oltre a qualche idea sul nostro mare quotidiano. Depuis 2010, des recits d'îles, de vents, de voiles, de natation et d'aviron, ainsi que quelques idées de notre mer quotidienne. Fabio Fiori

lunedì 15 dicembre 2014

Incontri

Doppio appuntamento in terra pugliese, per il prossimo fine settimana.

SABATO 20 dicembre 2014
Ore 10 – Istituto Nautico-Turistico-Commerciale “AMERIGO VESPUCCI”
PAGINE DI MARE - Incontro degli studenti con lo scrittore FABIO FIORI introdotto dalla dirigente scolastica Paola APOLLONIO e con la partecipazione di Gennaro PETILLO titolare dell'agenzia di comunicazione MEDIASAIL esperto di vele d'epoca e vela latina.
L'iniziativa rientra dell'ambito della III SETTIMANA DELLA CULTURA DEL MARE A GALLIPOLI - 17-23 dicembre 2014 - Organizzata da Puglia e Mare




DOMENICA 21 dicembre 2014
Ore 12 - Accompagnato da Nicolò Carnimeo (autore di "Come è profondo il mare" per Chiarelettere) visiterò il centro culturale Vedetta sul Mediterraneo di Giovinazzo (BA), che opera nel settore dei beni e delle attività culturali con particolare attenzione a quelle legate al mare.
Vedetta si propone come centro promotore e di aggregazione per attività e progetti con l´obiettivo di:
• riscoprire e preservare la memoria legata alla marineria nazionale e pugliese;
• salvaguardare l´identità marinara delle singole realtà regionali e locali lungo le coste italiane valorizzandola in ambito nazionale e internazionale
• rendere fruibile e accessibile con un ampio progetto di informazione, di comunicazione, di formazione e divulgazione il patrimonio culturale legato alla marineria e al mare anche con progetti di incentivazione della lettura.

venerdì 5 dicembre 2014

Biblioteca di mare e di costa

E' appena uscito l'ultimo numero della rivista L'INDICE dei Libri del Mese (Dicembre 2014), in cui troverete tre schede dedicate ad altrettanti libri di mare da poco pubblicati:

Nicolò Carnimeo
COME E' PROFONDO IL MARE
Dal nostro inviato nella più grande discarica del Pianeta
La plastica, il mercurio, il tritolo e il pesce che mangiamo
pp. 192, €  13,60
Chiarelettere, Milano 2014


Roberto Soldatini
LA MUSICA DEL MARE
La scelta di un direttore d'orchestra di mollare gli ormeggi
pp. 189, €  16
Nutrimenti, Roma 2014

Giulio Stagni
SCHOONER
Pesca e competizione,viaggio alle origini della vela sportiva americana
pp. 200, € 18,
Editrice Incontri Nautici, Roma 2014

Di seguito metto invece la prima parte dell'articolo pubblicato sulla stessa rivista nel luglio scorso (Luglio-Agosto 2014), che propone un personalissimo excursus sullo stato della letteratura di mare del Novecento, con particolare riguardo all'Italia.

Kilo. “Desidero comunicare con voi”

Sul piccolo veliero della letteratura marinaresca italiana, alta, sulla sartia di sinistra, sventola la bandiera Kilo, quella a due fasce verticali giallo-blu del codice internazionale nautico. Nel linguaggio asciutto, che contraddistingue la gente di mare, significa “Desidero comunicare con voi”. Una richiesta silenziosa, ma per questo non meno impellente.
Perché malgrado ogni anno, anche in Italia, vengano pubblicati decine di libri dedicati al mare e diverse case editrici abbiano collane tematiche ricchissime e di vecchia data come Mursia o più recenti come Longanesi, Nutrimenti, Magenes, Lint, Diabasis, a cui si aggiungono gli editori specializzati Incontri Nautici, Il Frangente, Mare di Carta, Hoepli, Mare Verticale, dobbiamo constatare che la cultura del mare è marginale, soprattutto se confrontata con quella della montagna, a cui giustamente è dedicato un particolare riguardo dai media. Per Giorgio Bertone, curatore dell'antologia Racconti di vento e di mare (pp.578, €22, Einaudi, Torino, 2010), il paragone è insensato perché “nasce dal mancato riconoscimento della speciale, esclusiva natura del mare e di chi nei millenni ci ha vissuto, campato, affogato o dominato”. E' però innegabile il divario d'attenzione, e frequentazione, tra questi due grandi ambienti naturali che, malgrado le devastanti trasformazioni dell'ultimo secolo, rimangono straordinarie palestre d'incontro con la natura. Salendo in quota o prendendo il largo, gli spazi si dilatano, i contatti reali e virtuali si rarefanno. Oggi come un tempo la terra e l'acqua, l'aria e il fuoco, riaccendono la nostra sensibilità animale. Esperienze che alimentano le narrazioni; racconti che accendono le passioni. Almeno teoricamente, perché concretamente invece in Italia del mare si conosce quasi esclusivamente la dimensione balneare, il diporto è considerato uno svago per ricchi, il lavoro un accidente per poveri.
Così non sembra essere in tanti altri paesi europei, con la Francia in testa. A riprova di ciò basta guardare solo il trailer del recente film In solitario di Christophe Offenstein, dedicato alla vela oceanica sportiva. Un vero e proprio kolossal, almeno in termini di energie economiche e culturali profuse. Un film in cui l'avventura marinaresca si rinnova e si intreccia con le problematiche contemporanee, in cui la solitudine delle alte latitudini può inaspettatamente accendere amicizie e solidarietà.
E la letteratura? è fondato il luogo comune che in Italia non ne sia mai esistita una marinaresca?
Solo il mondo anglosassone può vantare figure leviataniche quali Herman Melville e Joseph Conrad? o comunque scrittori di mare quali Robert Louis Stevenson, Joshua Slocum e Jack London? E ancora, solo i francesi hanno saputo aggiornare con Bernard Moitessier e altri navigateurs solitaires l'epopea della vela?

(1 - continua)
La versione completa dell'articolo la trovate su L'INDICE dei Libri del Mese di Lugio/Agosto 2014.






mercoledì 26 novembre 2014

Notizie

Il prossimo fine settimana ritornano gli "Incontri del Mediterraneo", un'importante occasione per ascoltare le voci di questo mare, insieme bellissimo e tragicamente inquieto. A quest'ultima dimensione sono dedicate molte delle iniziative in programma a Riccione (RN), a partire da venerdì 28 novembre 2014.
Qui trovate il programma completo di questa 13^ edizione, "Migrazioni e migranti nel Mediterraneo".

"Cammino scalzo lungo le rive del mare ascoltando la voce delle onde, annusando l'odore del vento, guardando l'orizzonte infinito. Mi fermo a sentire il sapore salato dell'acqua. Qualche volta trovo parole utili ad aggiornare il grande racconto del Mediterraneo"

dal mio  "Thalassa. Le acque del Mediterraneo"

lunedì 3 novembre 2014

Insulomania

Un'altra pagina del mio Isolario.
Buon vento!

PALMARIA

Non tutti gli isolari, come le isole stesse, sono sempre facilmente riconoscibili. Ce ne sono alcuni dichiarati sin dalla copertina, altri scritti in forma di portolani o corografie, altri ancora nascosti in libri d’altro genere. Tra questi c’è quello di Emanuele Repetti, pubblicato nel 1836, un isolario disperso tra le migliaia di pagine del “Dizionario geografico fisico storico della Toscana”. E' dedicato all’Arcipelago Toscano, che “stando alla divisione geografica da noi adottata” comprende tutte quelle isole “situate ad una certa distanza dal litorale della Toscana, a partire dal promontorio di Portovenere sino al di là del promontorio di Cossano: nel qual spazio la più settentrionale è l’Isola di Palmaria”. Anche se qualche spezzino storcerà il naso, la descrizione dell’isola fatta dal geografo toscano rimane dettagliata e suggestiva. A onor del vero, lo stesso Repetti precisa subito dopo che Palmaria appartiene al ducato di Genova, Regno Sardo, per passare poi, aggiungiamo noi, al Regno d’Italia.

E proprio dalla sua descrizione partiamo per questa insulografia: “di figura triangolare quasi equilatera, che ha la punta di un angolo voltata a maestro, e da questo lato si avvicina a 200 braccia dalle rupi di Porto-Venere, formando con esse la Bocca piccola del suo porto”. Passando dal linguaggio geografico a quello artistico, possiamo scrivere che Palmaria e Portovenere formano un dittico di straordinaria bellezza. Una farfalla con un’ala bagnata dall’acqua ligure e una dalla terra lunigiana. “Dirimpetto a Portovenere ed al suo seno marino la Palmaria si leva dall'onda”, si legge in una antologia geografico-letteraria ottocentesca.

L'articolo completo è pubblicato sul mensile BOLINA di settembre 2014

giovedì 9 ottobre 2014

Velabondismo

Corfù, Paxsos e Antipaxsos

Sul mensile Bolina di questo mese troverete il racconto della mia splendida e avventurosa veleggiata estiva. Dieci giorni di campeggio nautico con un Laser, una piccolissima barca di 4 metri, tra Igoumenitsa e le isole di Corfù, Paxsos e Antipaxos. Velabondaggio lo chiamo, un vagabondo veleggiare in piena libertà, nella grazia dei venti.
Di seguito trovate l'avvio del racconto, che è anche un dettagliato invito a un viaggio alla portata di tutti.

E’ ancora possibile navigare con delle microbarche o addirittura con delle derive nel Mediterraneo? Pare di no, se ci si aggira per i tanti marina costruiti negli ultimi vent'anni, dove la barca più piccola ha due ordini di crocette. Lo stesso dicasi camminando lungo le spiagge, dove la fanno da padroni motoscafi, gommoni e acquascooter. Tristemente constatiamo che piccole barche, a remi o a vela, sono ormai delle rarità.
Ma, se con Spray lungo 11 metri Joshua Slocum fece il primo giro del mondo in solitario alla fine dell'Ottocento o mezzo secolo dopo John Guzzewell lo fece con Trekka di 6,25 metri o ancora Bernard Moitessier volle Tamata, la sua ultima barca, di soli 10 metri o, per arrivare a tempi più recenti, con un Mini 6.50 modificato Alessandro Di Benedetto ha completato un giro del mondo in solitario senza scalo, allora siamo certi che il gigantismo diportistico sia solo un inutile inciampo per veleggiare tra le rive del Mediterraneo, soprattutto in questi anni di sovraffollamento, anche nautico.
In questo mare stretto tra le terre, che per Joseph Conrad è stato la culla della marineria, ancora oggi basta semplicemente armarsi del minimo indispensabile e partire con la massima passione; in quattro parole: “barca minima, rotta massima”. Perché malgrado i mille divieti e gli ancor più numerosi pregiudizi, per fortuna ci sono ancora isole e coste, dove è possibile praticare con piacere il velabondismo, una particolare ed ecologica forma di vagabondismo a vela.
Rotte costiere con traversate di qualche miglia, se fatte con prudenza solo nella grazia dei venti, diventano avventure indimenticabili. E dove meglio che nel mare greco possiamo ritrovare il fascino antico della vela e del remo?
...


Continua sulle pagine di carta o elettroniche di Bolina di Ottobre 2014, dove troverete anche una scheda di confronto tra due due derive simili, Laser e X14, e una seconda scheda dedicata a cosa serve per affrontare il viaggio per mari luminosi e l'addiaccio per spiagge incantate.